Posts filed under 'Sinistra'

Bolzaneto, 15 condanne

“… E giovedì prossimo sono attese le richieste di condanna dei pm al processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz.” (Corriere della Sera)

Se la mia generazione ha un racconto questo racconto è Genova 2001. Che segna mesi di manifestazione per la pace, riassume in un nome e in una data Globalizzazione e Altro Mondo Possibile.

E dopo 7 anni cosa mi dice questa sentenza? Non so.

La mia più grande paura è arrivare a 60 anni senza storie da raccontare. Storie capaci di raccontare la mia storia, dentro la Storia di questo Paese. Mentre chissà di questa sentenza se daranno almeno 10 minuti di spazio ai tg…

La vera tragedia della democrazia futura non sta nelle ingerenze della politica dentro la giustizia. Non sta in tangentopoli, nè nelle intercettazioni telefoniche. Sta nell’assenza di racconti che stiamo  producendo che identificano un’assenza di azioni e di vissuto…

Alle elementari ogni anno c’era da intervistare qualche nonno sulla storia partigiana.

Alle superiori confrontavo il mio stare a scuola con quello di mia madre e durante la mia prima occupazione ci confrontammo con i nostri professori e con la loro esperienza di occupazioni che cercavamo di ereditare.

Così ho costruito il mio il far parte e vivere coscienze e appartenenze.

Ma oggi… oggi che dovrebbe essere il mio tempo non trovo dove sta il conflitto sulle prospettive a lungo termine per il nostro Paese. Ogni piazza piena ha un significato che funziona se vale non solo per il qui e ora. Ma se porta con se la costruzione di un pensiero e lo mostra, cercando di renderlo collettivo, per trasformarlo in un racconto collettivo.

Mi fa male vedere Di Pietro come massimo esponente dell’opposizione parlamentare. E’ come un insulto agli ideali, alle prospettive. Che sogno ha Di Pietro per l’Italia una volta messi in galera tutti i malviventi? Che ne pensa dell’istruzione pubblica? E del lavoro precario? E della casa? E dell’esercito e le guerre? E dentro quale idea costruisce risposte al domani?

Oggi capisco cosa significa la sinistra fuori dal Parlamento. La mia narrazione che rischia di chiudersi in casa. E una storia che tra 30 anni sarà fatta di parole incapaci di essere comprese.

Fortuna che il futuro non è prevedibile…


1 comment Luglio 15 , 2008

Ieri congresso provinciale PRC Pordenone

Ieri si è conclusa la fase locale del congresso di Rifondazione. La maggiornaza dei consensi è andata alla mozione di Vendola, seguita da quella dell’area dell’Ernesto.

Tavolo dei lavori congresso 2008: Sabbiucciu, Sartori, Zoccolan, Moroldo

Niente di che. Anche se a dir il vero una novità significativa c’è: il comitato politico provinciale, l’organismo che dovrebbe dirigere politicamente il partito a livello provinciale si ringiovinirà non di poco! 2 significative new entry, e credo che insieme qualcosa di nuovo ne verrà fuori. Se non altro il rifiuto alla noia e al fastidio del dibattito interno che a nulla serve…

Inoltre da questo congresso ne esco segretaria del circolo di Pordenone… l’unica cosa che so è che mi spetta un lavoro proporzionale a ciò che vorrò fare. Chissà che sia l’occasione buona per conoscere meglio questa mia nuova città, esplorarla, affrontarla, indagarla. Chissà che mi riesca…


1 comment Luglio 13 , 2008

Le parole che non parlano

Ci sono parole che non parlano. Che non comunicano. Che hanno forse mittente, ma non trovano destinatario. Che puoi pronunciare ad alta voce, scaricare nelle piazze, dipingere sui muri, riportare sui giornali. Ma non arrivano da nessuna parte, o non arrivano ai soggetti prescelti.

Credo che a partire da qui si può ricominciare per parlare un poco meglio di sinistra.

Qualche sera fa ho cercato di dire queste cose ai compagni in procinto di mettere in piedi un nuovo grande partito comunista di massa operaio…

Mi è stato detto di leggermi il Manifesto del Partito Comunista, come se non lo avessi fatto a 14 anni, per spiegare ai giovani che cosa vuol dire lotta di classe.

Se per avere una lotta serve una classe significa identificare degli individui che si riconoscono in essa. Ossia avere una coscienza di classe. Ma queste parole non parlano dell’uomo del ventunesimo secolo. Possibile che la pigrizia intellettuale di una certa parte della sinistra non abbia saputo produrre altro? Non abbia saputo ricercare nuove forme per l’interpretazione del presente?

Possibile che mentre l’appassionato di fotografia che si guadagna il pane lavorando in un call center se gli chiedi che fa ti risponde il fotografo ci sia un mondo politico ripiegato in se stesso?

Eppure certi sessant’enni e cinquant’enni sono essi stessi vittima della realtà corrente, ma non se ne rendono conto! Interpretano il presente sulla base della propria storia individuale (che fu forse collettiva) e la rilanciano all’esterno… ma a partire da se stessi.

L’uomo che fu massa è oggi individuo, fatto di pancia, testa e cuore. Fatto di sogni personali, aspirazioni e volontà sue.

Negarle o definirle effetto del Nano significa negare quello che è il mondo occidentale odierno, mi sa, pensare che sia una legislatura a fare una persona e non una cultura, un percorso, una raccolta di storie fatte di lingue diverse e paesi vicini e lontani…[to be continued]


2 comments Maggio 5 , 2008


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