Vedo ora dal Corriere della Sera on line che anche la Mussolini, la Di Centa e la Carlucci son infastidite dallo spot della TIM… anche se per altre ragioni rispetto alle mie ovviamente.
Comunque cara TIM, sta pubblicità da fastidio non acquisto, quindi eliminala che è meglio 
Luglio 16 , 2008
Ma che fastidio e malessere ogni volta che accendo la tele e appare una certa pubblicità della Tim! Il fastidio che mi crea è così grande che solo dopo svariate visioni mi sono resa conto cosa pubblicizza… una promozione Tim che potrebbe anche interessarmi, ma certo me ne sono resa conto dopo un bel po’ di giorni, forse troppi per poterne approfittare.
La pubblicità in questione riguarda una donna che invia ad una serie di uomini in un campeggio tipo hippy (almeno così lo intendo…) un messaggio dove dice “Aspettiamo un bambino”. Della serie: “Non so chi sia il padre quindi è un po’ di tutti”. Ma che messaggio fa mai passare una cosa del genere? In un paese come l’Italia poi…
Sul corpo della donna si lasciano passare i peggiori messaggi. La pubblicità è quanto mai colpevole in questi anni di distruggere una cultura di consapevolezza e di rispetto del sé.
Da utente Tim adesso mi mobilito a segnalare il fastidio anche all’azienda. Anche se non so se basterà ad evitare che prosegua…
Luglio 14 , 2008
La tele oggi mi ha lasciata sul divano, come non accadeva da tempo nella frenesia di queste settimane (ebbene avrei voluto andare a vedere Veltroni, già che era a Pordenone, ma per Veltroni prima di fare 4 chilometri a piedi ci penso un po’ su…). E quindi mi sono agganciata a ciò che seguiva al tg2, ossia la nuova trasmissione della Ventura con Morgan.
L a solida sfida tra artisti emergenti: con tutta l’ansia di quei poveri ragazzi che ci provavano. E tra le luci colorate e i vestiti luccicanti credo che l’ansia e le lacrime di alcuni fossero in fondo sincere. In televisione c’è una miscela continua di delusioni e false speranze che spesso parlano delle voci dell’Italia del Sud. E questo mi causa non poche ragioni di tristezza.
Nell’Italia a tante velocità si buttano via le energie migliori. Quelle degli under 40 ancora carichi di speranze e sogni. Energie che farebbero non solo inventare, ma anche produrre, il nuovo e il meglio. E invece non solo le si addormenta, tra contratti a progetto e condizioni di lavoro di poco slancio, ma pure le si vanifica, partecipando alla costruzione di un immaginario per cui tutto è perduto, puoi pure valere, ma per te non c’è spazio. Ma per chi vale, spera e sogna in un paese normale dovrebbe esserci sempre un posticino: quale fonte di energia da mantenere rinnovabile…
Marzo 11 , 2008