Per il 25 aprile
Il mio intervento per il 25 Aprile 2010 ad Azzano Decimo…
È con onore ed emozione che sono qui oggi a commemorare e festeggiare con voi questo 25 aprile. Con emozione, perché mi sento di raccogliere un testimone importante, con onore perché Azzano Decimo fu luogo nevralgico della resistenza pordenonese e qui altissimi fu il prezzo pagato per la libertà.
Vogliamo ricordare oggi tutti coloro che si impegnarono contro il fascismo e quei 25 partigiani, 39 militari, 6 civili azzanesi caduti in battaglia, fucilati nei rastrellamenti, deportati. Erano ragazzi, molti di loro avevano 18-20 anni. Meccanici, contadini, studenti, insegnanti: persone comuni che sognavano un’Italia migliore dell’Italia fascista.
Ricordiamo oggi, Festa della Liberazione, l’unità delle donne e degli uomini che si opposero al nazifascismo in nome della libertà e per la democrazia. Le partigiane e i partigiani, la popolazione che li sostenne, i patrioti, i gruppi di combattimento, i deportati nei campi fascisti e nazisti, i militari in Italia e all’estero: in nome dell’Italia intera lottarono e tutt’oggi sono esempio fondamentale di impegno civile.
Ed è da questo impegno che è nata la nostra Costituzione. Questo non va dimenticato. Non va dimenticata la storia di un popolo che si fa unito e con grande sacrificio si conquista la libertà.
Oggi è quindi la festa di tutti. Proprio di tutti.
E la Resistenza va tenuta viva ogni giorno. Perché è nell’attualità che si rispetta e porta avanti il senso della memoria. Perché ogni giorno la storia dell’Italia democratica rischia di essere attaccata. Quando c’è chi cerca di equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani, o quando, com’è recentemente capitato, si pensa di poter cancellare la Resistenza dai programmi delle nostre scuole. Pericolo per ora scampato, perché l’indignazione e la protesta di tanti hanno fatto fare marcia indietro ai promotori di questa iniziativa.
Dalla nostra storia nasce il nostro presente. Ed è per questo che nel tener viva la nostra Costituzione vanno chiuse le strumentalizzazioni sul passato. Come sulla drammatica vicenda delle Foibe, di cui il governa si fa promotore nelle scuole, ma intanto farebbe bene a pubblicare e diffondere in maniera ufficiale la relazione conclusiva della commissione storico-culturale italiano-slovena conclusasi nel 2000 e che da allora nessun governo italiano ha ancora pubblicato.
Perché la storia va vista tutta intera. E ancora in molti ignorano la tragedia dei campi di concentramento friulani e sloveni fascisti. Solo a Gonars morirono 500 sloveni deportati: donne, anziani e bambini. Per questo sarebbe necessario, contro ogni strumentalizzazione, trovare una corretta e veritiera informazione e diffondere quanto prodotto in 7 anni dagli storici italiani e sloveni.
Perché altrimenti il tempo porta alla tentazione di riscrivere la storia e la memoria. Ma di fronte ai genocidi, alla guerra, al dolore che attraversarono l’Europa nel secolo scorso va mantenuto un fermo “Mai più”.
Ecco quindi che festeggiare ogni anno il 25 aprile ci ricorda l’importanza di vigilare. Ci ricorda l’alto valore, l’alto insegnamento sociale di unità e solidarietà che portò dalla Resistenza a far nascere la democrazia, tutelata dalla Costituzione Italiana che sancisce la libertà dal nazifascismo nel nostro Paese.
Quella libertà di parola e opinione che ogni giorno va assaporata e tenuta viva anche nel ricordo di chi, sognando un futuro che non arrivò a conoscere, ci regalò la possibilità di vivere il nostro presente. Come fece la gente di qui, che mise sé stessa a disposizione di un bene comune più grande.
Piero Calamandrei, membro della Costituente, in un suo noto discorso rivolto ai giovani disse : “Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dov’è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione.”
Così dicendo ci ricorda la dignità, per tutti e per tutte: nel lavoro, nella solidarietà, nell’impegno per la pace, nel rispetto senza discriminazioni. Valori fondanti della nostra Carta, valori che ogni giorno vanno esercitati per non trasformarli in parole spente.
A noi il compito di tenerle accese e di tenere alto il valore del 25 aprile: che sua per tutti davvero giornata di festa.
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1. Il post 25 aprile « Il blog di Sara R | aprile 27 , 2010 alle 11:29 am
[...] stato poi molto emozionante intervenire davanti a tutte quelle persone e nel timore di dire qualcosa che potesse sollevare polemiche. Però [...]