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La casa del Popolo compie cent’anni!!
Oggi è uscito su Carta online un mio articoletto sui cent’anni della Casa del Popolo di Torre :). Son soddisfazioni! Esattamente due anni fa ho scritto per Carta Est Nord un altro articolo sulla Casa del Popolo, dove a chi interessa è riportata anche la storia di alcuni dei suoi protagonisti
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Consigli dubbi perplessità?
p.s: Oggi ho preso pure un nuovo telefono super tecnologico. Se mi riesce di capirci qualcosa di più… comincerò a fare un po’ d raccontini un pochino più live
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L’acqua e il Friuli
E’ uscito su Carta (che adesso porta avanti un progetto online) un articoletto che ho scritto in base ai dati recentemente pubblicati sullo stato dell’acqua di falda in Friuli Venezia Giulia.
Parla di fontane e rubinetti e anche di come vedo io la faccenda, in fondo in fondo. Io, residente a Pordenone in un condominio con l’acqua di pompa che di bolletta non paga niente (è così piccolo il valore che è incluso nell’affitto) e un po’ me ne vergogno, visto che siamo i meno coscienti della regione.
A giugno si va a votare per i referendum per abrogare gli articoli di legge sulla privatizzazione dell’acqua e credo che fare lo sforzo di andare lì e dire “Si, lo voglio, cancellateli tutti!” sia il miglior gesto che ci possa venire in mente di fare.
E occorre andare a buttare giù dal letto il 12 giugno anche le nonne, gli zii, le mamme e i papà, i fratelli pigroni. Per sicurezza organizzatevi bene con le tessere elettorali pronte!
Ogni voto è fondamentale, ogni voto è necessario.
Di qui a una settimana
Tra una settimana sarò a Ferrara per il Festival di Internazionale. Su questo blog (e su Twitter ovvio
)vi racconterò tutto ciò che mi riuscirà di degustare!! Certo che il programma è bello pieno di cose da curiosare. E io non vedo l’ora, nonostante mi dicano non mancheranno le code. (Ma una come me allenata a Pordenonelegge che problemi dovrebbe avere?) Certo che vale sempre quella bella canzone di Carmen Consoli “grandi aspettative ingannano”, ma l’importante, forse, è non puntare ad eventi miracolosi o magie. E poi suonano i Perturbazione in piazza. Proprio lì. Proprio quando ci sarò io. Serendipità.
Oggi intanto è il Clandestino Day ideato da Carta e a Montereale Valcellina il circolo Arci preparerà da mangiare per tutti gli avventori e finanziatori dei progetti che seguono da lassù. Palato e mente si faranno compagnia. Chi vuole venga!!
E domani un’altra cena in mezzo ai campi caorlotti.
E la domenica a studiare per l’esame di lunedì.
Evviva!
Oggi è un giorno di festa, di quelli da sentire la gioia sottopelle che sfrigola per uscire.
Non so se qualcuno si ricorda la storia della signora egiziana di cui ho scritto un po’ di giorni fa. Beh, sapete cos’è successo? E’ successo che si è mossa l’associazione Down, è successo che la cosa ha avuto eco a livello nazionale ed è successo ieri che il Consiglio Regionale del FVG ha dovuto modificare l’articolo 4 della legge regionale sul Welfare n.6 del 2006!
Questa è la prova che è possibile fare una narrazione delle storie della gente, che è possibile toccare le cose e parlare delle cose come sono fino a farle arrivare dove devono arrivare. E’ possibile incrociare nomi, storie e persone fino a costruire una verità utile a definire i problemi e a trovare le soluzioni.
Ed ecco che una parte piccola piccola sento che ce l’ho messa anch’io, cercando di capire, camminando domandando e raccontando e correggendo.
La parola crea dolore, come ne ha fatto per la signora S., dicendole “per il tuo bambino NO!”, ma la parola crea anche gioia e trasforma i No in qualcos’altro.
Credo che se non avessimo sentito sottopelle l’ingiustizia non avremmo saputo nemmeno indignarci. E per sentire serve chi ha il coraggio di raccontare e far girare il racconto fino a farlo proprio. S. mi ha detto grazie, ma io dico grazie a lei
!
[Tra l'altro queste sono le soddisfazioni che soddisfano i proprio bisogni di autostima, bisogni elevati di un certo spessore (sto preparando organizzazione del personale 1...) e forse non sarà un caso che son capitati mentre ero in ferie ...
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Una riflessione sull’informazione
La scorsa settimana ho dedicato un paio di giorni a raccogliere i cocci di questa storia qui. Tutto quello che c’è scritto è roba di prima mano, assessori chiamati telefonicamente e anche la storia mi è stata raccontata dalla protagonista che l’ha vissuta. Un paio di giorni prima che mi mettessi all’opera la signora ha raccontato la vicenda su un giornale locale (ma io stavo cercando di capirci qualcosa da qualche giorno, avendo conosciuto la signora e pensando che era per tutti un bene se si riuciva a capire come darle una mano…) e quando poi ci siamo viste per un caffè abbiamo nuovamente letto di lei nell’altro giornale locale, che aveva riportato in maniera assai confusa e non corretta i fatti.
Perchè questa signora e suo figlio non possono avere ciò che il buon senso darebbe loro di diritto? Qui sta secondo me ciò che scuote. Ecco, ci sono voluti circa 15 euro di telefonate in giro per capirlo, visto che i giornali non lo riportavano. Ma che razza di maniera di fare giornalismo sarà mai questa? Certo, io non ero mossa da ragioni economiche, ma da ricerca di verità. E forse per questo ho cercato, chiamato, indagato, aiutato la signora a raccapezzolarsi su articoli di legge e possibili azioni da intraprendere.
In questi giorni sto leggendo molto sul giornalismo, i timori dei giornalisti di perdere il posto perchè le notizie le raccolgono per prima altri e le fanno rieccheggiare in giro, ma forse c’è un problema di fondo di cui non si rendono un granchè conto. Non siamo mica lettori scemi! C’è una bella differenza tra il mostrare le immagini di una sparatoria e raccontare quella sparatoria, c’è una bella differenza tra origliare una conversazione telefonica che parla di affari strani e capire e raccontare di che affari si parla. O sbaglio?
Entro fine anno
Ecco, in questi giorni vacanziferi ho rinnovato l’abbonamento a Carta. Perchè? Buh. Quanti giornali, riviste, associazioni invocano in questi giorni abbonamenti per sopravvivere? A quante riviste, giornali, vorremmo essere abbonati? Magari col costo di un abbonamento ci faremmo volentieri un viaggetto.
Però non so, contribuire all’idea che un giornale, una rivista, sopravviva, anche se perfettibile, mi fa sentire un po’ più parte di questo Paese e un po’ più influente sulle regole del mercato. Mi fa pensare che in fondo a volte siamo noi a poter scegliere e contare, molto più delle multinazionali, della politica, delle relazioni internazionali. Poi Carta è una rivista gentile, fatta con passione, di gente che ci prova. E uscire dalla crisi, dalle crisi, in primis richiede questo.Ecco, allora andate qui e fate la vostra parte (si può scegliere il formato cartaceo o pdf o entrambi), come follia o buon’azione di questo 2009 che volge alla fine…
Articolo per Carta
Ecco qui l’articolo che ho scritto per Carta sui 10 preti che si opposero a Ballaman
Venerdì di Carta!
Venerdì esce uno speciale numero di Carta. Scrive la Redazione:
“Speciale perché molte pagine sono dedicate a una parte del mondo cattolico che fa poco «notizia», forse perché ha accettato di vivere e proporre i temi dell’antirazzismo della nonviolenza in un momento sociale molto difficile. In particolare, raccontiamo la protesta di un parroco i Molise [che, tra le altre, cose da diversi giorni ha appeso all’ingresso della sua chiesa uno striscione con la scritta «Io ospiti i clandestini e tu?»], la storia di dieci sacerdoti che in Friuli si oppongono al razzismo della Lega, ma anche il modo con il quale nella periferia di Firenze, un gruppo di cittadini, tra cui Alessandro Santoro [prete] hanno scelto di «fare società».
La notizie buona, in realtà, è che non si tratta di esempi isolati: in molte forme e su molti temi, i contenuti del Concilio Vaticano II sono più diffusi di quanto si pensi…”
Ovviamente vi invito a correre in edicola e a sostenere questa rivista che merita
!! (tra l’altro uno di questi articololi l’ho scritto io
… )

