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Le #invasionidigitali al Castello di Torre: cronaca di un successo insperato

IMG_4563 Ok, da venerdì ad oggi sono passati un po’ di giorni. Però, al fin della memoria, almeno due righe sull’esperienza delle Invasioni Digitali le devo scrivere per gli anni a venire: l’Invasione al Castello di Torre ha avuto una partecipazione che ha superato qualsiasi aspettativa!

Gente di ogni età, munita di smartphone, iPad, macchina fotografica, ha immortalato le bellezze del Castello e del Museo Archeologico di Torre. Eravamo una buona quarantina e se penso che non ero certa che saremmo riusciti ad essere in 15… Invece passando attraverso il parco dal Castello alla Villa Romana mi pareva di avere a che fare con un piccolo corteo allegro :) .

Fondamentale sono stati il contributo del Comune di Pordenone e di PnBox perché il fatto che abbiano agito da “fonti autorevoli” nel trasmettere l’informazione sia sul web che sulla stampa locale ha contato. Tanti hanno infatti saputo proprio dai giornali dell’Invasione Digitale e una giornalista del Messaggero Veneto è anche venuta a vedere cosa combinavamo. Nei giorni successivi qualcuno mi ha contattato per organizzare nuove invasioni altrove!

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Il minuzioso lavoro di Angela di IgersFVG ha contato 21 persone con account Instagram presenti e 3 persone aventi solo Twitter (senza contare gli scatti finiti sui tanti account Facebook). E c’erano poi un bel po’ di persone dotate di sola macchina fotografica che si sono sbizzarite a immortalare le peculiarità del castello e del museo.

Così che ora ci sono circa 150 foto su Instagram taggate #archeopn, un po’ di tweet in più a raccontare Pordenone, un po’ di persone che si sono incontrate per la prima volta, un po’ che si sono incrociate che non si sa mai un domani (tra l’altro è stata l’occasione di scoprire che il 6 giugno ci sarà una passeggiata tra i musei della città per mostrare quanto poco basterebbe per connetterli uno con l’altro…).

E lo stupore per tanti di abitare non poi così distante da Torre e non aver mai pensato prima di metterci piede.

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Insomma, segno che se qualcuno organizza qualcosa, in questo campo, la partecipazione c’è (anche troppa!). Basta sbizzarrirsi un pochino, dare alle persone la possibilità di essere protagoniste. In un momento di grande crisi come questo per il futuro del prezioso patrimonio culturale italiano, chi ha ideato le Invasioni Digitali ha messo in moto qualcosa che ha funzionato. E non è poco.

Note curiose: Marta, nel suo ruolo di guida, ha fatto emergere storielle veramente divertenti: il conte Ragogna, che abitava il castello, era convinto che uno degli affreschi in esso contenuto fosse di Leonardo da Vinci. E tra gli invasori qualcuno si è ricordato che era riuscito a convincere tutta Pordenone tanto che i più giovani organizzarono entrate notturne nel castello per poter ammirare un simile gioiello :) !

maggio 1 , 2013 at 7:51 am 2 commenti

Invasioni Digitali: -2!!

cartolina_invasioni

Manca poco, pochissimo: il 26 aprile si avvicina e le Invasioni Digitali sono pronte a sbarcare a Torre!

Alcuni aggiornamenti: se saremo più 10 l’ingresso al Museo e Castello ci è stato confermato sarà di 1 euro. E al momento le iscrizioni che ci sono arrivate superano il numero di 10 :) .

PnBox mi ha chiesto di presentare attraverso un video il progetto #invasionidigitali: sullo sfondo c’è il castello che andremo a visitare!

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Io e Marta, che ci farà da guida, siamo passate a fare un sopralluogo assieme alla dott.ssa Rigoni, la direttrice del Museo. Non solo ci ha fornito di un sacco di materiale per istigarci allo studio ma ci ha raccontato anche i “lavori in corso” su alcune sale che verranno inaugurate solo tra un po’ (quindi ci toccherà ritornare nei prossimi mesi ;) ).

Anche se il meteo lascia intuire il rischio di qualche pioggia, non c’è da preoccuparsi perché saremo al coperto (al massimo sacrificheremo la visita alla Villa Romana, ma ne avremo comunque un assaggio al Museo perché è stata realizzata un’apposita sala che ne raccoglie gli affreschi).

L’evento è pubblicizzato anche nelle pagine del sito del Comune di Pordenone e di TurismoFVG .

E infine per gli appassionati di Facebook, Twitter, etc. ecco alcuni appunti:

- Seguite i profili di Invasioni Digitali su Facebook e Twitter così da facilitare tag e menzioni e respirare un po’ cosa si dice in giro per l’Italia sul progetto :)

- Annotatevi gli hashtag su Note o applicativi simili del vostro smartphone così quando vi serviranno vi basterà un copia e incolla per inserirli tutti tanto su Twitter quanto su Instagram (vi ricordo che saranno #invasionidigitali #liberiamolacultura #archeoPN #golivefvg mentre i profili coinvolti sono @igersfvg @comunepordenone @FVGlive @Pnbox se aveste voglia di citare qualcuno)

- se volete condividere l’esperienza sui vostri eventuali blog (come ha fatto Marta) sarò ben lieta di pubblicizzarlo :)

E ora non rimane che aspettare venerdì! Il Castello ci aspetta!

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aprile 24 , 2013 at 12:42 pm Lascia un commento

E le #invasionidigitali sbarcano anche in Friuli Venezia Giulia!

6323366359-2Tutto è cominciato con un tweet: “Perchè non organizzi anche tu un’invasione digitale a Pordenone? Nella mappa non ne vedo!” Assieme al tweet c’era anche un link: ho letto velocemente il manifesto che lanciava l’iniziativa a livello nazionale ed è stato subito amore!

“Le #invasionidigitali sono una rete di eventi nazionali rivolti alla diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale attraverso l’utilizzo di internet e dei social media.”

Dal 20 al 28 aprile si svolgeranno in tutta Italia piccole invasioni ai musei e ai beni archeologici italiani con l’invito a raccontare la propria esperienza di visitatori attraverso la rete: postando foto su Instagram, Facebook, Pinterest, realizzando piccoli video da inserire su Youtube, usando Twitter come racconto in diretta della propria visita. E’ un modo per portare l’arte nella rete con il valore aggiunto del racconto del visitatore:

“Crediamo in nuove forme di conversazione e divulgazione del patrimonio artistico non più autoritarie, conservatrici, ma aperte, libere, accoglienti ed innovative.
Crediamo in un nuovo rapporto fra il museo e il visitatore basato sulla partecipazione di quest’ultimo alla produzione, creazione e valorizzazione della cultura.”
Perché non provare a fare qualcosa capace di sostenere questa idea?
E così, dopo qualche messaggio, mail, telefonate, con il sostegno di Angela di Igersfvg, l’appoggio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, l’entusiasmo delle ragazze di PnBox, il sostegno promozionale di Turismo FVG anche Pordenone avrà la sua invasione!
Si andrà al Castello di Torre (PN), dove ha sede il Museo Archeologico, visiteremo la Villa Romana (quanti sanno che a Pordenone ci sono i resti di una Villa Romana?) e brinderemo al PnBox (che ha sede nella bastia del Castello). L’invasione si terrà venerdì 26 aprile con ritrovo alle ore 16.30 nel parcheggio della Bastia.

Cosa occorre portare con sé? Ovviamente i propri smartphone per scattare, twittare e postare ( i tag del giorno saranno #invasionidigitali, #liberiamolacultura, #archeoPN, #golivefvg), ma vanno bene anche le macchine fotografiche e chi ne è capace è invitato a realizzare qualche video.
Avremo una giovane guida, Marta Bottos, che da laureanda in archeologia, ci darà qualche dritta storica e artistica (insomma valorizziamoli i saperi della nostra gioventù!).

Se è vero che in Italia in cultura si spende poco, beh, è anche vero che affinché diventi bene su cui crediamo si debba investire di più occorre prendersene cura. E abitare i luoghi dove i nostri beni culturali riposano è sicuramente il primo passo da fare :) .

Per conoscere le altre 3 #invasionidigitali previste in Friuli Venezia Giulia ecco il link con il programma.

Per iscriversi (così cerchiamo di immaginare quanti saremo ;) ) all’invasione di Pordenone basta lasciare i propri contatti qui. E’ un link che potete (dovete!) far girare!!
P.S: l’ingresso al Museo costa 3 euro, 1 euro ridotto.

aprile 19 , 2013 at 8:25 am 1 commento

Renzi doveva fare l’attore #elezioniFVG

bolzonello_renzi_serrachianiNon ho resistito. Assieme a centinaia e centinaia di persone mercoledì scorso sono andata ad ascoltare Renzi che presentava Debora Serracchiani – e un po’ anche sé stesso – in piazza XX Settembre a Pordenone.

Serracchiani è candidata alle prossime elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia che si votano tra una decina di giorni. E’ diventata brava negli anni, i chilometri macinati le hanno fatto bene. Non è più semplicemente quella che 4 anni fa veniva eletta al Parlamento Europeo per un video su YouTube.

Ispira fiducia, propone, commuove. E anche se non fa proposte di Governo perfette si fa rappresentante di un programma articolato e fattibile. Dove i tagli agli sprechi raccontano una parte, non sono l’unica idea del Friuli che vorremmo, in tanti, migliore.

Renzi è una specie di giocoliere del palcoscenico. Mi chiedo se tutti noi, cresciuti aprogrammi tv, con un po’ di allenamento ci comporteremmo come lui. E’ pieno di fan, tanto che al termine del suo intervento scende tra il pubblico che allunga le braccia invocando autografi e fotografie. Signore di 60 anni, signori di 70 che corrono a stargli vicino. Un mini delirio.

Chissà se Renzi sa che l’”amico Sergio” – così definisce Bolzonello, già sindaco di Pordenone (a sinistra nella foto qui sopra) – ha suggerito ai suoi elettori il voto disgiunto pur di essere eletto. Chissà a chi scrive mentre maneggia col cellulare e Serracchiani parla.

renziChissà se Debora Serracchiani è veramente contenta di portarsi Bolzonello in giunta e se si fida sul serio di lui. Chissà se è contenta di portarsi dietro Renzi per riempire le piazze quando un tempo riusciva a farcela da sola. Credo stia mettendosi in gioco al massimo. Accettando alcuni compromessi qui e mettendo bene in chiaro le cose là (non poche le uscite sui social network in queste settimane per dire no all’accordo PDL-PD e per esprimere posizioni nette sulla politica nazionale).

serri e renzi

Non c’è mai stata una presidente della Regione FVG donna. Sarebbe la prima. Non è una cosa così semplice da proporre ai friulani. E siccome non è un gioco non è neanche una sfida. E’ qualcosa di più. Un mettersi a disposizione nella consapevolezza che occorre mettersi in moto per non rivedere altri 5 anni di orrori politici a firma Tondo. Perché rischiamo, sul serio, di ritornare ad essere quel Friuli Venezia Giulia che negli anni ’50 era tra le Regioni più povere del Paese se non si coltiva una sorta di voglia di fare/pensare collettiva.

L’altra sera guardavo questa donna minuta, in mezzo agli altri candidati sul palco, e mi si è trattenuta a stento una lacrima. Perché la fatica della politica, la capacità di tenere le misure, la consapevolezza del compromesso nell’orizzonte di un bene comune più lontano e più importante dei conflitti di poco valore del presente, stavano lì, o almeno ho voluto crederci. Stavano lì, nel mettersi da parte mentre un territorio, un popolo, cercava un leader da toccare per un momento (e questo, aimè, misura tante cose).

Le campagne elettorali mostrano molto, perché molte cose tirano fuori, nel bene e nel male. E dopo aver assistito alla presentazione, il giorno prima, della lista del M5S, dopo aver sopportato 5 anni di Governo Tondo beh, a me pare di poter sopportare quanto scritto sopra e sperare che Debora Serracchiani vinca.

Perché non è vero che sono tutti uguali.

aprile 12 , 2013 at 2:13 pm 4 commenti

Il 21 marzo, a Pordenone

IMG_4188Ieri anche a Pordenone, grazie al lavoro dei volontari del Presidio di Libera cittadino, c’è stata la commemorazione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie“ che ogni anno Libera celebra il 21 marzo con una grande manifestazione nazionale (quest’anno si è tenuta a Firenze qualche giorno fa) e con tante manifestazioni in tutte le piazze d’Italia.

Sono stati letti i nomi delle ormai più di 900 vittime di Mafia, suddivise anno per anno, a partire dall’inizio del secolo. E sono solo i nomi di quelle accertate, di quelle note.

Non basta una persona sola a leggerli tutti, perché dopo un po’ anche la voce dice Basta, non ce la fa più, non sopporta, così occorre che tante persone si diano il cambio per portare a termine la lettura.

Una lettura che commuove e mette un po’ i brividi, perché tra tanti nomi sconosciuti ne compaiono tanti di noti, rimandi IMG_4192alla storia di questa nostra Italia ancora avvolta in troppa verità nascosta o mai svelata.

E in questa catena di lettori, ieri troppo piccola per non costringere alcuni a fare un secondo giro, credo si possa leggere il senso e il bisogno di un impegno, di una testimonianza, di un mantenimento di valori e continuità, tramando, di un’antimafia che va costruita e ritessuta continuamente, ad ogni età.

C’era anche la Coop Consumatori (e non pochi soci) e alla fine abbiamo brindato con il vino di Libera Terra. Che poi è il frutto, se vogliamo, di un’idea di cambiamento messa in atto. Una trasformazione che, a volerla, si può fare…

P.S.: Poi certo, sarà stato il giorno, sarà stata l’ora un po’ ardua, ma qualcuno che mancava e avrebbe fatto bene ad esserci si è notato…

marzo 22 , 2013 at 2:25 pm Lascia un commento

Sentirsi parte

Dal sito La voce di ImpastatoLa notizia non è nuova, anzi. E’ ormai passato qualche giorno da quando Ivan ha comunicato a tutti i sostenitori del progetto “La voce d’Impastatoha venduto per tempo, attraverso la piattaforma di crowdfounding di Produzioni dal Basso, tutte le quote necessarie a terminare i lavori del film.

Ne avevo scritto qualche tempo fa e adesso spero di vedere presto il lavoro finito: anche se il programma di Le Voci dell’Inchiesta 2013 non è ancora online, pare che il documentario verrà presentato a Pordenone proprio in quell’occasione.

E’ stato interessante in questi mesi allenarsi a tenere l’occhio su come si andava evolvendo la cosa, seguire le cronache dei vari giri della troupe per presentare il progetto e per raccogliere le interviste necessarie alla realizzazione del video.

Così, con 10 euro, si finisce col sentirsi un pochino parte, tanto più vedendo che è una cosa che nasce da questo territorio, e altro non si può fare che sperare in una buona prosecuzione dei lavori, del montaggio, della realizzazione finale del DVD.

E anche se certo non è stato un investimento economicamente rischioso mi rendo conto che in ballo sento pur sempre il “rischio” di non vedere il risultato finale, di perdere la fiducia nell’idea che questo tipo di “fare collettivo” abbia effettivamente spazio e possa vincere i pregiudizi dei più sospettosi.

Speriamo bene. Anche perché nel frattempo ho trovato un altro progetto che voglio sostenere nell’attesa di avere la mia ideuzza da proporvi!

 

marzo 11 , 2013 at 5:23 pm Lascia un commento

Lezioni di matematica e informatica offresi, sopravvivenza cercasi

IMG_0359Abitate nella zona del pordenonese e dintorni? Avete bisogno di far rinfrescare la matematica ai vostri figli? O magari vorreste provare ad imparare ad arrangiarvi a capire cosa succede al vostro pc quando fa le bizze?

E  ancora: non ne sapete proprio niente del computer che tenete tra le mani o siete stanchi di insegnare a mamma/zia/nonni come si usa e vorreste qualcuno che si sforza per voi?

Eccomi!

Nell’attesa di trovare altra fonte di reddito ho deciso (avendo compreso un po’ meglio come si risolve la faccenda fiscale…) di seguire la scia già intrapresa da numerosi miei predecessori e darmi alle lezioni private. Così oggi mi sono dedicata all’inserire annunci qua e la, investendo anche 10 euro per la pubblicazione su Città Nostra, giornale locale cartaceo per l’inserimento di annunci di vario tipo (già, perché alla fin fine per raggiungere chi il pc non lo usa occorre trovare il modo per raggiungerlo!).

Saranno possibili offerte speciali a cassintegrati/e, disoccupati/e, pensionati/e che abbiano tempo libero di troppo e vogliano magari imparare ad aprirsi un blog tematico, a giocare coi social network per passare il tempo, ad usare Skype per salutare i nipotini, Word o OpenOffice per scrivere le proprie memorie.

In caso mandatemi una email sara.rocutto[at] gmail.com (sostituite [at] con @ … e alla prima lezione vi spiego il perché ;) )

 

febbraio 28 , 2013 at 10:12 am Lascia un commento

L’antifascimo e la memoria: per non perdere di vista la Democrazia

interventiOggi a Pordenone, come ogni anno, abbiamo ricordato con l’ANPI e le amministrazioni comunali del territorio, i 9 partigiani fucilati il 15 gennaio del 1945 addosso al muro di quella che oggi è l’ex Caserma Martelli e che grazie all’intervento dell’ANPI e dell’amministrazione comunale di Pordenone è da un paio d’anni “zona sacra”, luogo inviolabile dall’edilizia. Un monumento inaugurato un paio d’anni fa ricorda i 9 partigiani uccisi e il comandante Franco Martelli ed è luogo di commemorazioni più volte l’anno.

C’erano le amministrazioni dei Comuni dove vivevano i 9 ragazzi uccisi e per la prima volta ho ascoltato l’intervento del nuovo sindaco di Azzano Decimo: dopo anni di amministrazioni leghiste che parevano ogni volta sentirsi quasi disonorate dall’aver avuto così tanti antifascisti, finalmente un discorso preparato con cura e rispetto nei confronti dei propri (tanti) caduti.

camminareC’era purtroppo Eligio Grizzo, vicepresidente della Provincia di Pordenone, che non ha potuto mancare di esprimere il proprio punto di vista sulla storia e sul presente, dicendo, un po’ alla Grillo, che è ora di smetterla con questa storia del fascismo e dell’antifascismo. E non è un caso se, in una giornata tanto importante in cui si ricordavano anche tre partigiani venuti a mancare l’anno scorso (Mario Bettoli, Giuseppe Giust e Arturo Zambon), pilastri della memoria e della storia della nostra provincia, il gonfalone della Provincia, medaglia d’oro alla Resistenza, non c’era. Quanto è bastato per far montare la rabbia anche ai più anziani dei partigiani presenti.

Avrei voluto non commentare le parole che in questi giorni Grillo ha fatto girare in rete attraverso un video di Casa Pound, però sentendo parlare Grizzo, rappresentante di un’ideologia politica che poco ha a che fare con la Democrazia così come la Costituzione italiana è andata definendola, ho pensato che forse a qualcuno sfugga cosa sia l’antifascismo (o che gli riesca proprio difficile conciliare l’antifascismo con la propria idea di società).

Cosa sia, non cos’è stato, perché non è vero che tutto ciò che il fascismo ha rappresentato è morto e destinato a non tornare più. Ce lo dimostrano i movimenti di estrema destra che ritornano in auge in Grecia, ce lo dimostra il razzismo mai sopito che troppo spesso esplode, negli stadi così come nei bus.

Essere antifascisti vuol dire cercare anche, nel possibile, di tenere alta la memoria e allenare le barriere culturali capaci di impedire a ogni forma di fascismo (che contiene in sé il razzismo, l’intolleranza, la negazione della libertà e tanto altro) di tornare a impregnare la nostra società.

Se ci dimentichiamo di quell’articolo della Costituzione sull’apologia al fascismo, se non ne invochiamo costantemente l’applicazione, se lasciamo spazi a quella destra antidemocratica che in troppe zone del Paese è riuscita già ad infilarsi nelle amministrazioni pubbliche (vedi Roma e il Lazio) non siamo “bravi cittadini democratici rispettosi della legge.”

interventi al monumentoSe non teniamo alta la memoria partecipando alle iniziative, studiando, leggendo, raccontando, se diamo credito a chi millanta la venuta di una nuova era ormai ripulita dalle ideologie del passato (neanche le ideologie si ripulissero con un comizio, specie poi quando alle stesse basta cambiare nome per poterne ripresentare i contenuti), beh, accettiamo una versione dei fatti e delle cose edulcorata, leggiadra, ingannevole, irrispettosa della storia del nostro Paese. E siamo pronti a rivivere quanto i nostri nonni hanno passato.

Così, ecco, per me non sarà mai un cittadino onesto, un bravo rappresentante e tutore delle istituzioni colui che in base al principio della libertà di manifestazione concede la piazza a chi neppure nasconde la propria matrice fascista. Per me non sarà mai un granché quel rappresentate che ritiene di poter governare una comunità locale non avendo la cura costante dei luoghi della memoria antifascista (neppure in campagna elettorale). Non sarà utile a costruire un Europa migliore, un Friuli innovativo, un Paese socialmente vivibile, colui che mi viene a raccontare che destra e sinistra, fascismo e antifascismo, sono categorie superate. No, mi dispiace.

Perché, per l’appunto, quelli che così sono andati dicendo in questi anni, beh, sono i vari Grizzo, i vari Bortolotti, quei vari personaggi che poco di buono hanno saputo fare per i territori e per l’Italia: hanno legittimato il disprezzo tra le persone in base alla loro provenienza, hanno cercato di costruire attorno agli ultimi i capri espiatori di ogni male del Paese.

Basta ascoltare chi ha fatto la Resistenza (e forse è più impegnativo che seguire Benigni in tv) per capire i principi cardine che la sostengono. Basta capire cos’è che fa essere ancora tanto capaci di indignarsi e arrabbiarsi i vecchi partigiani per comprendere quali sono le linee di indirizzo che tengono alto il nostro Paese e che occorre mantenere forti per garantire a tutti la libertà.

Ecco, come disse Pertini, in politica ci si confronta con tutti. Ma coi fascisti, che negano i principi democratici salvo poi appellarsene ogni volta che gli fa comodo, non c’è tavolo di confronto né compromesso. Come siamo arrivati a non riconoscere che esistono paletti necessari?

Qualcuno lo spieghi a chi ha un capo politico che pur di farsi notare va in giro dimenticandosi alcuni particolari, andando ad indicare modalità d’approccio e linee di principio che non sono in alcun modo giustificabili e sostenibili.

Ma in fondo chi ha pensato bene di “provare ad appropriarsi” già una volta del 25 aprile con una manifestazione contro il finanziamento pubblico ai giornali forse già all’epoca sputava sopra la Resistenza come piace fare ad altri amministratori locali che in tali date si danno per dispersi.

Oggi mancavano i giovani, i trentenni e forse avrebbe potuto esserci qualche quarantenne in più. Peccato. Perché più passa il tempo più la nostra memoria rischia di fare cilecca e con la memoria la conoscenza e con la conoscenza gli strumenti della logica e della costruzione di un ragionamento.

E forse alle future generazioni oltre all’aria più pulita abbiamo il compito di lasciare anche altro…

P.S.: Oggi a Udine c’era tra l’altro un’altra manifestazione antifascista. Fiamma Tricolore ha portato a Udine esponenti della destra ungherese, di quella destra che chiede le liste degli ebrei al Governo del paese. Con gente così, magari pure disposta a fare la lotta contro l’inceneritore, cosa c’è da spartire?

gennaio 12 , 2013 at 7:02 pm 2 commenti

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